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Solidarietà e algoritmi, tumblr, corsi. Questo non è il solito post di inizio anno!

Date ven 01 gennaio 2016Tagsalgoritmi /solidarietà /star wars

Come va la digestione? Sei riuscito a smettere di mangiare per almenocinque minuti? Io no. E in effetti ho già di nuovo fame.

Auguri da Roma!

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Come ti ho detto mesi fa, poiché io ragiono ancora come un liceale, perme il vero inizio dell’anno èsettembre.Il passaggio da dicembre a gennaio e il cambio dell’anno sono menoemozionanti. Nonostante gli anni del liceo siano passati da tempo, inquesti giorni riesco sempre a prendere un po’ di giorni di ferie e starea casa. Quindi, oltre che per mangiare, questo periodo mi serve più perrifiatare e fare il punto sui progetti e propositi pensati alla finedell’estate che per farne di nuovi per l’anno nuovo.

Tra l’ultima volta che ti ho scritto e oggi ho accompagnato mia moglie aun incontro della Caritas.Cosa fa la Caritas? E’ presente sul territorio con dei centri diascolto. Ascolta i bisogni delle persone e prova a dare una primarisposta concreta, con la vicinanza e con un pacco con viveri e abiti.Il pacco è la rappresentazione fisica e tangibile della sua attività.Naturalmente, la caratteristica di ogni impresa del genere è la mancanzadi mezzi: poco tempo, pochi volontari, pochi abiti, poco cibo, moltibisognosi. Lo scopo di quell’incontro era uno scambio di consigli ebuone pratiche per riuscire a fare di più col poco a disposizione.

Mentre ascoltavo, la mia testa è partita. Se il pacco è larappresentazione fisica e tangibile, allora è l’elemento misurabiledell’attività. Tempo e risorse sono elementi da ottimizzare. Come sipossono aiutare i volontari a essere più efficienti con processiottimizzati e tecnologia? E mentre pensavo questo, mi sono reso contoche sarebbe stata la risposta sbagliata. L’ottimizzazione nel processo“ascolta le persone – individua i bisogni – sollecita donazioni –esamina cibo e vestiario ricevuti – allestisci i pacchi – distribuisci ipacchi” sicuramente aumenterebbe l’efficienza dei volontari.

Ma molto probabilmente creerebbe un grosso, grosso problema.Trasformerebbe i volontari in ingranaggi di una macchina ben oliata ilcui scopo è distribuire pacchi. Ma non è questo lo scopo della Caritas.La Caritas te la devi immaginare come un pronto soccorso: ascolta unbisogno e ci mette una pezza con il pacco. Ma i volontari sanno che ilbisogno è  un sintomo e il pacco non è la soluzione. La Caritas non èattrezzata per dare la soluzione, ma è in contatto con strutture,religiose e civili, che possono aiutare a risolvere il problema. Aquesto serve l’ascolto. Non a sentire cosa serve, ma a capire perché c’èquel bisogno e a chi consigliare di rivolgersi per risolvere ilproblema. E poiché ci si trova di fronte a persone con problemi, non èdetto, anzi è improbabile, che si possa arrivare dal bisogno al problemaall’interno di uno slot di tempo efficientato. Ci vuole pazienza, civuole cuore.

Non ci vogliono algoritmi che trasformino i volontari in macchinetteefficienti, ma metodi che aiutino le persone che si offrono comevolontari a entrare in sintonia con le persone che si approcciano a lorocon dei problemi. Mi sono confrontato con un responsabile anziano di uncentro d’ascolto e mi ha confermato che sì, il problema è quello:insegnare alle persone ad ascoltare. Ma molti pensano che la soluzionepassi per l’aumento dell’efficienza. Ovvero quello che nei miei terminiè rendere le persone ingranaggi, nelle sue soldatini di un esercito.

Nel futuro algoritmico che abbiamo davanti, però, la soluzione propostaè proprio quella sbagliata: il processo ottimizzato, l’efficienza, ildato analizzato in modo meccanico, l’algoritmo programmato da chissà chicon chissà quale obiettivo (o con chissà quale intima conoscenza delproblema). L’app per la solidarietà.

Ancora non so quale sia la soluzione, l’alternativa all’approccioalgoritmico. Come non lo sapevo nella scorsaemailo quando scrivevo diauto che si guidano dasole.Però è chiaro che questi pensieri continuerò a farli, perché secondo mel’argomento è di primaria importanza. Se ci vuoi riflettere con me seiil benvenuto, perché pensando da soli non si va molto avanti.

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Ti ricordi Chetteleggi? Ho quiuna serie di appunti su come migliorarlo. Ho anche fatto unesperimento, che a vederlonon sembra diverso, ma dietro il codice è completamente differente. Perònon funziona ancora come vorrei. Nei ritagli di tempo trasformerò gliappunti su carta in modifiche al codice e farò funzionare il tuttodovrebbe. Intanto, approfittando del Natale, ho preso un pezzo di idea eci ho fatto questo: la Gattina di Natale che consiglia ilibri. Un giornointegrerò il tutto in un sito solo, intanto puoi giocare con la Gattinadi Natale e con Chetteleggi.

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Hai presente Tumblr? Sì? No? No?!? E’ un social network utilizzatooggi prevalentemente per la pubblicazione e condivisione di foto, maraccoglie qualsiasi tipo di contenuto. Te l’ho raccontato come la cosapiù noiosa del mondo, ma è un’isola felice e unica su Internet. Martedì5 a Roma ci sarà il Tumblr Day 2016. Ioterrò un talk, ma ti assicuro che vale la pena venire anche non perascoltare me. Tumblr è un bel posto online ed è frequentato da bellagente che vale la pena venire a conoscere. Vieni.

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Ho visto Star Wars: Il Risveglio della Forza. Due volte. La primacon un’ansia pazzesca addosso. E nonostante questo mi è piaciuto. Poil’ho rivisto più sereno e mi è piaciuto di più. Non è un film perfetto,ma è un bel film.  Star Wars è di nuovo tra noi. Ne parloqui.

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A febbraio o giù di lì dovrei tenere un corso in aula sulle basidell’ecommerce: da zeroalla gestione di un negozio online su sito proprio o marketplace insette lezioni, con due incontri a settimana. Se ti interessa o conosciqualcuno a cui possa interessare, fammi sapere.

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