Questo è quello che è successo. Tutto questo è vero.

Abbiamo trovato la città perduta. Abbiamo seguito la mappa, finché la mappa non ci ha tradito.

Il collezionista ci ha messo in guardia, lo abbiamo ignorato.

Il cancello ci ha bloccati, lo abbiamo aggirato.

Il soldato ci ha confermato che eravamo sulla strada giusta e ci ha messo in guardia contro i fulmini. Era pazzo. Di lui ricordo la bocca e cerco di dimenticare come sorrideva.

In città la porta e la torre hanno perso le ore, le case hanno perso i tetti, gli alberi hanno preso le mura. C’era un arco di pietra e radici.

Ci siamo seduti nella stanza del menhir, non abbiamo disturbato il circolo di pietre.

Abbiamo sentito i fulmini e il fiume, non abbiamo visto animali.

Siamo partiti in sei, siamo tornati in sei. In quattro abbiamo mangiato vicino al lago. In due abbiamo attraversato la pianura.

E si è fatta sera.

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