Apofenia 2: computer, robot e scherma

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Date mar 23 giugno 2015Tagsapofenia

-- Questo testo è apparso in originale come secondo invio dellanewsletter Apofenia --

Buongiorno da Roma, una città in cui ieri era inverno e oggi primavera,nonostante il calendario dica che è estate. Se vuoi leggerla come unametafora fai pure, io dormo ancora con il pigiama.

++Apofenia:pensieri sconnessi con periodicità casuale di AndreaNicosia++

La cadenza settimanale che mi sono imposto mi fa arrivare in ritardo sualcune notizie, sii misericordioso e non rispondere a questa email conOLD!!1!!111! (e ricorda che questa è un'email: puoi rispondermi oinoltrarla).

Avrai già visto questo video, Yaskawa BushidoProject, incui un robot industriale della Yaskawa esegue movimenti di estremaprecisione con una katana.

Per realizzare il video sono state analizzate le azioni di IsaoMachii, unmaestro di Iaido. Machii ha indossato una tuta per motion capture, isuoi movimenti sono stati ripresi, digitalizzati, distillati,trasformati in istruzioni e trasferiti alla macchina.

Mi vengono tre riflessioni.

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Il commento medio che accompagna questo video è “Oh, sì, insegniamo airobot a usare armi, COSA MAI POTRA’ ANDARE STORTO?!?”. Terminator eMatrix sono ben presenti nella nostra memoria.Però, riflettiamo un attimo. Se mai una intelligenza artificialevolesse muoverci guerra, difficilmente userebbe robot armati percombattere: ci sono sistemi più semplici ed efficienti. Causaredisastri aerei, provocare scontri fra treni, alterare i risultati dianalisi mediche. Oppure, metterci in guerra l’un l’altro, spingendomagari uno Stato in bancarotta usando degli algoritmi per l’highfrequencytrading chenon causino eventi come il flash crash del2010 pererrore, ma volutamente. E magari seminando indizi che portino a dare lacolpa ad hacker di un’altra nazione. Insomma, se le intelligenzeartificiali volessero muoverci guerra, secondo me non dovremmoaspettarci i terminator per le strade e i droni nel cielo, ma azioni diguerra asimmetrica: terrorismo e sabotaggio.

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La seconda riflessione è quanto diventa sempre più facile far compierealle macchine, robot e programmi, azioni prettamente umane. Che si puòdire in altre parole usando il titolo di uno studio di Carl BenediktFrey e Michael A. Osborne del 2013: “Il Futuro dell’Impiego: quantosono soggetti i lavori allacomputerizzazione?”Che detto in altri termini ancora è: quanto è probabile che nelprossimo futuro il tuo lavoro verrà svolto da una macchina e ti troveraidisoccupato? Se non hai voglia di leggere tutto lo studio, la NPR hapreparato uno strumento che permette di selezionare area di lavoro eruolo e avere unaprevisione.Non è fatto benissimo, ma aiuta ad avere un’idea.

Una delle caratteristiche di quella che all’inizio degli anni 2000 erala new economy e oggi è semplicemente l’economy è ladisintermediazione. Ovvero la sostituzione con l'automazione difigure che mediavano fra due attori, oppure la sostituzione di processi.E questa era innovazione. Alcune delle figure professionali o deiresponsabili dei processi vedevano bene l’automazione, perchéalleggeriva il loro carico di lavoro, permettendogli di concentrarsi suazioni ad alto valore aggiunto. Il problema è che l’innovazione forte,l’innovazione distruttiva non ha a che fare con l’automazione dellavoro, ma con la trasformazione radicale del mercato. Detto in altromodo: vuoi innovare un mercato? Non chiederti come renderlo piùautomatico, ma come rendere disoccupati quelli che ci lavorano. Dopoche ti sei posto questa domanda e che hai concluso che per te possonomorire di fame i vigili urbani o i tassisti (ma a loro sta già pensandoUber), fattene un’altra: è etico? Il mercato è più veloce dellapolitica, ma dato l’inevitabile peso sociale di certe innovazioni, nonsarebbe opportuno pensare a come innovare (distruggere) un mercato solodopo aver trovato un modo (o aiutato a trovare un modo) per non crearedisoccupazione?E tra parentesi no, la sharing economy non è, per me, una soluzione:è un modo per far raccattare spiccioli ai lavoratori mentre un’impresache opera con il modello classico di azienda novecentesca siarricchisce. Vedi appunto Uber per esempio. Il che non è una bocciaturadella sharing economy, ma un invito a una riflessione più approfondita.

Mamma che botta di pessimismo. In realtà vedo anche lati positivi.Ho toccato argomenti simili allo scorso AppyDays, se vuoipuoi leggere la sintesi del miointervento.

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La terza riflessione è di natura semantica. Ma perché la Yaskawa hachiamato questa cosa Bushido Project? Praticare scherma storicaoccidentalemi ha insegnato delle cose. I fondamenti della scherma sono tempo,misura e velocità, sia che tu abbia in mano una spada da lato europea ouna katana. Una macchina può imparare tempo, misura e velocità? Eccomese può!Poi ci sono le tecniche, che non sono altro che algoritmi: per ottenerequesto risultato, fai questa azione, poi questa e poi questa. Se il tuoavversario fa questo, tu compi questo movimento. Le macchine sonofortissime ad applicare algoritmi.Dicevano i trattatisti medievali e rinascimentali che studio io, equelli di epoche seguenti fino alla nostra, che la scherma è unascienza: tutto può essere spiegato e riprodotto. Quindi un robot puòimparare a usare efficacemente una spada.

Ma può essere un guerriero nel senso, letterale o frutto dellaletteratura, di cavaliere o samurai? Esserlo come i maestri antichi, mapure come Isao Machii, che hanno dedicato tutta la vita allo studiodella spada, a diventare tutt’uno con essa?

I trattatisti aggiungevano che la scherma è un’arte: una voltaimparata la scienza, ognuno la interpreta e distilla ed esprime in modopersonale, secondo il suo corpo, il suo spirito, il suo carattere, isuoi sentimenti ed emozioni. Può una macchina esprimere un’arte? IlBushido è la via del guerriero, la dedizione di anima e cuore e corpo.Ogni attività giapponese che finisce in –do indica qualcosa in cui ci siimpegna con profonda dedizione spirituale. Le macchine non hanno anima ecuore, non possono seguire il Bushido. Possono seguire alla perfezionela manifestazione esterna dell’arte di Machii, i movimenti della spadanello spazio. Ma non ciò che c’è dietro e dentro, quello che rendeMachii, o chiunque sia dedito con passione a questo tipo di attività, unartista marziale.

Quindi Bushido Project è un nome di cui non riesco a trovare il senso emi stupisco che lo abbia scelto una ditta giapponese.

Se si riduce un’arte alla replicabilità delle azioni che necostituiscono la manifestazione esterna e cioè all’analisi,riproduzione, trasmissione e riproposizione all’infinito delleinformazioni che permettono di eseguire quelle azioni, la si svuota diciò che la rende arte e si svuotano gli umani di ciò che li rendeumani.

++Per favore, pubblicizza la newsletter con un tweet o un post sul tuosocial network preferito. Puoi usare questo testo se non vuoisforzarti di scriverne tu uno:Io leggo Apofenia, la newsletter che insegna a difendersi dai ninjarobot killer!http://apofenia.voxmail.it/user/register++

Per questa settimana è tutto. Prometto più allegria per la prossima!

Intanto, tratta bene il tuo corpo e il tuo spirito e coltiva le tuepassioni.

ANRoma2015

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Andrea Nicosia

Andrea Nicosia

Uso e insegno a usare storie, strumenti narrativi e design fiction per campagne di marketing e influenza, progettazione di prodotti e servizi.