Apofenia 5: basta monetizzare la nostalgia!

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Date mer 15 luglio 2015Tagsapofenia

— Questo testo è apparso in originale come quinto invio dellanewsletter Apofenia

Buongiorno da San Benedetto del Tronto, un posto in cui c'è chi sidiverte brandendo racchettoni e chi si diverte brandendo una spada.Indovina io a quale categoria appartengo.

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La Phantom TimeHypothesisè la cosa più bella che potete leggere questa settimana. Leggetela.

The Phantom Time Hypothesis suggests that the early Middle Ages(614-911 A.D.) never happened, but were added to the calendar long agoeither by accident, by misinterpretation of documents, or by deliberatefalsification by calendar conspirators.

E' ovviamente un mucchio di idiozie buone per gente che non si ricordache esiste un mondo fuori dall'Europa occidentale, ma è un mucchio diidiozie fenomenali.

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Nel 2010 l'allora CEO di Google Eric Schmidt affermò che ogni duegiorni veniva creata una quantità di informazioni pari a quanta ne erastata creta dall'inizio della civiltà umana fino al 2003. Analisisuccessive hanno dimostrato che le cifre di Schmidt erano sballate, ma èinnegabile che ogni giorno riversiamo online una quantità spaventosa diparole, sotto forma di post, aggiornamenti di stato, commenti. La razzaumana non ha mai scritto tanto.

Molto di quello che viene scritto serve a celebrare il passato. Dove"molto" è ovviamente una quantità spannometrica misurata a nasodall'interno della mia bolla informativa. Ricordare il passato va bene.La sua continua celebrazione inizia a stancarmi. Voglio dire, maquante volte possiamo raccontarci dei cartoni animati degli anni '80?Della musica degli anni '80? Dei film usciti negli anni '80? (oh,ammazza che bei cartoni, bella musica, bei film sono usciti in queldecennio! Scusa, mi sono lasciato trasportare dalla nostalgia...). Ieriil retro di un autobus mi comunicava che uno dei momenti altidell'estate al centro commerciale di Porta di Roma (che vabbè, l'estateal centro commerciale...) tra un Al Jarreau e una Natalie Imbruglia è ilconcerto di Cristina D'Avena accompagnata dai Gem Boy. Per il quartoanno consecutivo. Ora, avendo io l'età che ho, faccio caso a questo tipodi operazioni nostalgia. E soprattutto ci faccio caso dato che ho ilbackground che ho, visto che all'era dell'acquario è seguita l'era deinerd e i fumetti, cartoni animati e videogiochi con cui sono cresciutohanno colonizzato l'immaginario comune e si sono trasformati in prodottispinti e promossi come se non ci fosse un domani.

Il che è ovvio: quando eravamo giovani io e quelli come me, civedevamo come carbonari fuori dalle fumetterie e dalle sale giochi pertrovarci tra simili e discutere di giochi di ruolo, videogiochi e dicartoni animati, scambiandoci informazioni, fotocopie di fotocopie difotocopie di riviste importate dall'Inghilterra, dagli USA o dalGiappone e - addirittura! - videocassette copiate nmila volte con seriequasi leggendarie trasmesse una volta sola o due un decennio prima ofilm d'animazione che non sarebbero mai arrivati (così noi credevamo)dalle nostre parti. Oggi siamo adulti con disponibilità economiche equindi bersaglio perfetto di proposte commerciali che fanno leva sullanostra nostalgia. Non siamo i primi a pagare per i nostri ricordi, nonsaremo gli ultimi: quando ero piccolo e intelligente avevo sgamatosubito l'operazione nostalgia dei vari Sapore di Sale, film perquarantenni che volevano ricordare i loro vent'anni.

Però siamo stati i primi ad avere internet. Siamo stati tra i primiche al circoletto riunito il sabato pomeriggio davanti al negozio diriferimento hanno aggiunto l'iper mega circolo senza confini di tempo edispazio (illink va a un gruppo Facebook, ma io me li sono fatti tutti, dalle BBS suFidoNet ai newsgroup a vari siti amatoriali ai forum ai canali IRC aFacebook) (non so quale sarà il prossimo step, immagino una room su unprogramma di chat mobile) (io tornerei alla fumetteria, ma quarantennetra i sedicenni farei una figura strana. Accompagnami, dai!).

Culturalmente e anagraficamente ci siamo trovai al posto giusto e almomento giusto: è arrivata la tecnologia e noi avevamo l'interesse persfruttarla. Poter comunicare con altri come noi è stata una cosafantastica. Fantastica.

Però siti, pagine Facebook, storie eccetera che continuano a magnificaresti anni '80... insomma, emmobastaveramente! Parliamo d'altro, andiamoavanti. Ho capito che Leiji Matsumoto tira fuori una serie di BattleshipYamato (da noi Star Blazers) ogni pochi anni, infilandoci CapitanHarlock (un capitano, c'è solo un capitano!) quando si ricorda. Ma selui è rimasto intrappolato al 1974, non dobbiamo esserlo anche noi. Sonopure arrivati il reboot di Sailor Moon e la nuova serie di DragonBall, un Terminator di cui non si sentiva il bisogno.Prossimamente avremo il reboot di Ghostbusters, il remake diZaffiro e Acciaio e sta per uscire Pixels, un film ispirato aivideogiochi da bar anni '70 - '80. Ready Player One (che, va detto,è un libro molto bello), celebra tutta la cultura nerd/pop del decennioin cui ero piccolo io. E dai. Buttalo quel catalogo dei giocattoli GIGNatale 1987, su!

Forse dovremmo essere più bravi a farci sedurre di meno da cosenostalgiche e cercare di più novità ed esperienze memorabili.

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Altra cosa rispetto alla celebrazione del passato è la memoria. E sì,stiamo rientrando in zona fatti miei. C'eravamo anche prima in effetti.Se ti vuoi lamentare c'è il tasto rispondi lì in alto.

Ti ho già raccontato (perché sono vecchio e mi ripeto) che da piccolo hopassato molti mesi di molte estati e un po' di inverni da delle zie inVeneto. La mia età dell'oro. Ho letteralmente montagne di ricordi. Lacaccia alle lumache, i falò estivi, la raccolta degli ortaggi, ipomeriggi pigri passati a leggere sdraiato accanto al cane o arrampicatosu un albero, la frutta e l'uva, i conigli e le galline, i giri in bici,le gite in auto, i videogiochi all'oratorio Don Bosco, la fiera delpaese con le giostre, lo zucchero filato e il tiro a segno, Sandokanvisto su una TV in bianco e nero così vecchia che bisognava accenderla10 minuti prima perché si scaldasse e iniziasse a visualizzare immagini,il pavimento del salotto che sussulta per l'onda lunga del terremoto inFriuli.

Tanti ricordi, tanto tempo.

Quanto tempo?

La settimana scorsa ho accompagnato mia madre a San Donà di Piave, ilfamoso paese in Veneto, perché aveva delle faccende da sbrigare e non leandava di farsi tutto il viaggio in auto da sola. Alcune faccende leabbiamo sbrigate in fretta, io avevo il treno il giorno dopo, quindi misono fatto un giro di ricordi. Siamo andati al cimitero. Me lo ricordavoil cimitero. Ricordavo i secchi appesi a trespoli accanto alle fontaneper prendere l'acqua e annaffiare i fiori. Ci sono ancora. Vedendo latomba delle zie ho realizzato una cosa. La prima delle zie che è morta,è morta quando io ero genericamente piccolo, ma non avevo mai riflettutosulla mia età. La data incisa sulla tomba è il 1978.

MILLENOVECENTOSETTANTOTTO?!?

Io sono nato nel 1972. Mi stai dicendo che l'85% dei miei ricordi diinfanzia li ho accumulati in una manciata di mesi nei miei primi seianni di vita? E sono generalmente più nitidi (o così mi pare) di quelliaccumulati in cinque anni di liceo, duecento giorni all'anno, cinque oreal giorno? La seconda zia è morta nel 1986, se ti stai chiedendo dovesta un altro 10%.

Che cosa fantastica che è la memoria. Che cosa fantastica che sono iricordi.

Non vedo l'ora di vedere Inside Out della Pixar. Come ricordiamo iricordi è uno dei temi del film. So già che piangerò come un vitellovedendolo.

Non ho finito di parlare di memoria e ho un paio di cose da dire suUber. Sarà per un'altra volta.

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Trova il tempo di ricordare bei ricordi e di creare nuove memorie con lepersone a cui tieni.Alla prossima!

ANSan Benedetto del Tronto2015

Andrea Nicosia

Andrea Nicosia

Uso e insegno a usare storie, strumenti narrativi e design fiction per campagne di marketing e influenza, progettazione di prodotti e servizi.