Che hanno in comune Inside Out, il Mercatino Giapponese e Tsipras? (niente)

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Date mer 23 settembre 2015Tagsanime /apofenia /manga /mercatino giaponese /nostalgia /ricordi

  • quindicesimo invio della newsletterApofenia -

Ti ricordi quando qualche emali fa ti ho detto che settembre per me è ilvero inizio dell’anno ed è il periodo in cui faccio piani e cerco di faraccadere cose? Ecco, pare stia funzionando. Ancora non dico niente, maho nuove, interessanti prospettive. Cosa porteranno le stelle?Chissenefrega, perché come dice Terry Pratchett:

“If you trust in yourself. . .and believe in your dreams. . .and followyour star. . . you'll still get beaten by people who spent their timeworking hard and learning things and weren't so lazy.”

Buonasera da Roma.

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I film che aspettavo di vedere quest’anno, oltre a quello che esce ametà dicembre e a cui per ora non voglio neppure pensare, erano tre.Mad Max: FuryRoad,filmone del decennio, ExMachina,bello con rovinosa caduta sul finale, e Inside Out. Sono entrato alcinema pronto a consegnare cuore e lacrime a questo nuovo film Pixar einvece, boh. E’ chiaro che il livello “boh” per un film Pixarequivale a standing ovation e lancio di biancheria intima perpraticamente qualsiasi altro produttore. Il livello “boh” Pixar èqualcosa che la Fox continua a sognare di notte e la Dreamworks ha vistodi sguincio e da lontano con Dragon Trainer. Però è brutto uscire boh daun film da cui ti aspettavi tanto. Senza parlare della trama, la storiaraccontata nei 94 minuti di questo film è la stessa raccontata negliultimi 94 secondi di Toy Story3:crescere è inevitabile, non sarai più bambino, i ricordi di quell’epocafelice saranno per sempre tinti da un velo di tristezza perché queimomenti sono passati e non torneranno più. Ma la tristezza non è ilmale: è quello che rende quei ricordi dolcemente nostalgici.

We look before and after, And pine for what is not; Our sincerestlaughter With some pain is fraught; Our sweetest songs are those thattell of saddest thought.Percy Bysshe Shelley.

Forse perché i 94 secondi di Toy Story arrivavano dopo tanto film, mihanno colpito di più, emozionato di più. In Inside Out è chiaro dalprimo momento che è lì che si andrà a parare. Che si parlerà dicrescita, di perdita e di nuove esperienze. Forse è questo che azzoppaun po’ il film. Forse lo azzoppa un altro po’ una violazione delleregole che si è data l’ambientazione. Le emozioni che controllano icomportamenti dei personaggi sono raffigurate come una caricatura delpersonaggio stesso: che si tratti di uomini o donne, adulti o bambini,cani o gatti (lì ho veramente riso tanto), i personaggi nella testaricalcano l’aspetto del proprietario di quella testa. Ma per Riley non ècosì: le sue emozioni, le avete viste nei trailer e nei poster del film,non le assomigliano per niente. Sembrano adulti di varie età, ma tuttipiù grandi di lei. Ma sono adulti ingenui, che fanno errori e prendonodecisioni sbagliate. Le stesse decisioni che prenderebbe una bambina di11 anni che si trova improvvisamente strappata al suo mondo. Ed ègiusto: perché sono le emozioni immature e acerbe di una bambina di 11anni. Ma questo contrasto tra aspetto adulto e comportamento infantile èforte e indebolisce il film. E’ chiara la motivazione dietro icomportamenti delle emozioni, ma diventa chiara pensandoci. E la forzadei film Pixar è che hanno sempre parlato direttamente al cuore e alleemozioni, non alla testa. Il fatto che un film sulle emozioni nonemozioni, ma funzioni razionalizzando ha qualcosa che non va.

Il film è bello, visivamente è mozzafiato. Ma la struttura si vede unpo’ troppo, le scene in cui il regista Pete Docter, che aveva realizzatomacchine perfette in Monsters & Co eUp,vuole che siamo tristi, ora allegri, ora piangiamo sono troppotelefonate. Anche il ritmo ha qualcosa che non va. In genere nei filmPixar attendo con ansia l’intervallo per poter comprare subito unbiglietto per lo spettacolo successivo e rivederlo immediatamente. Quiattendevo la fine.

Mi rendo conto che sto distruggendo il film: non lo merita, vale la penavederlo ed è veramente un buon film, ma per me non è al livello deigrandi capolavori della Pixar e forse la mia delusione viene più daquesto che dal giudizio sul film in sé. Ma non puoi chiedermi di pensrea un film sulle emozioni senza tenere conto delle mie, no?

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Oggi sono stato all’inaugurazione del MercatinoGiapponese.Se ti interessa, il prossimo appuntamento è il 18 ottobre. Io non cisarò, vado fuori per una lezione di scherma, ma tu se puoi vai.

Il mercatino è un piccolo appuntamento piacevole. Gli spazi stannoiniziando a diventare un po’ stretti per il numero di persone cherichiama, ma è ancora possibile girare con calma tra gli stand e vederetutto senza essere travolti da folle a livello Romics o Lucca. Avere unnumero di banchetti fissato e limitato aiuta a mantenere i numeri sottocontrollo, ma se la manifestazione continua a crescere in questamaniera, cosa che le auguro, presto i locali del Black Out non sarannosufficienti per permettere alle persone di avere un’esperienzagradevole. Il clima che si respira è comunque molto bello e ho notatouna certo ricambio nei venditori: sto iniziando a riconoscere degliespositori abituali e ho visto che rispetto alle scorse edizioni c’eranovolti e prodotti nuovi. Anche l’offerta di eventi di contorno alla partecommerciale sta diventando interessante.

Quanto alla merce esposta, te ne avevo già parlato e te lo confermo:molto più interessanti i prodotti artigianali che quellicommerciali. Non che tra i vari gadget, pupazzi, giocattoli ecceteranon abbia adocchiato oggetti che hanno fatto vacillare per un momento ilmio voto di minimalismo – c’era un Goldrake in metallo che chiamava ilmio nome -, ma la creatività vista nei prodotti artigianali èdecisamente interessante. Ci sono due tipi di prodotti artigianali:quelli evidentemente fatti a mano, uno per uno, propriamenteartigianali, e quelli frutto di un buon design applicato poi a qualchesistema di produzione in serie. Belli entrambi, ma i secondi dimostranoche c’è un salto di qualità in atto.

C’è un dato su cui riflettere anche sui prodotti commerciali. Anchequesti si possono dividere in due categorie: i prodotti nuovi ocomunque recenti e quelli vecchi, fuori produzione, dacollezionisti. Oggetti appartenenti a entrambe le categorie sonoreperibili online: i primi ad esempio su Amazon, su cui hotrovato molto di quello che ho visto stamattina e cercato nelpomeriggio. Per i secondi c’è Ebay. Il mercatino ha comunque unvalore anche da questo punto di vista. A parte quello economico – hosentito più di una persona rallegrarsi per i buoni prezzi a cui erariuscito a comprare qualche cosa – c’è un valore di scoperta. Che èun valore importante tipico di mercati, fiere, vetrine e altresituazioni in cui gli oggetti sono lì, esposti, fisicamente presenti evisibili. La scoperta su Amazon ed Ebay fa ancora pena: se non cifosse un’occasione che permette di scoprire i prodotti vedendoliesposti, hai voglia a venire a sapere che esistono tramite i “potrebbeinteressarti anche” delle piattaforme di ecommerce!

Questo per me è un elemento molto interessante su cui riflettere e farriflettere i miei amici che si occupano di commercio online.

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Chiudo con una breve nota politica. Lo so, è strano, ma ho iltelevisore acceso ed è difficile ignorarlo.Mentre ho iniziato a scrivere sono stati annunciati i risultati delleelezioni in Grecia e ora i commentatori sono scatenati. Uno degliargomenti di riflessione è il fatto che Tsipras, uomo di sinistra a capodi un partito di sinistra, ha vinto dopo che la sinistra-sinistra delsuo partito lo ha abbandonato, si è presentata per conto suo e avrebbepreso un patetico neanche 3%.Diceva Tony Blair che un partito di sinistra in Europa non vinceràmai con i soli voti degli elettori di sinistra, perché non ce ne sonoabbastanza per avere la maggioranza. I partiti di sinistra vincono sepescano anche, e tanto, al centro. Questo è quello che ha fatto lui conil New Labour, questo sembra aver fatto Tsipras, questa è la politica diRenzi (e la minoranza PD dovrebbe guardare i risultati dellasinistra-sinistra fuoriuscita da Syriza e farsi due conti e unadomanda).

In Inghilterra JeremyCorbynè stato da poco eletto nuovo leader del Labour Party, l’attualepartito di opposizione. Scopro scrivendo questa lettera che il nomeufficiale del capo del partito di opposizione nel Regno Unito è “Leaderof Her Majesty's Most Loyal Opposition in the United Kingdom”. Lemonarchie sono fantastiche.Corbyn è uno dei rappresentati della sinistra-sinistra di questo partitodi sinistra e vari voci della sinistra britannica, a partire proprio daTony “la sinistra vince al centro” Blair e dal “notoriously leftleaning” Guardian avevano condotto una campagna contro di lui. Lapreoccupazione che esprimevano, e continuano a esprimere anche ora cheha vinto – pure se il Guardian ha concesso che con il suo primointervento da leader dell’opposizione è partito bene-, è che un leaderradicale, di sinistra che fa, dice, pensa e vuole cose di sinistraindebolisce un partito di sinistra moderno e con aspirazioni digoverno, perché aliena gli elettori di centro e li spinge verso iconservatori di Cameron, rafforzandoli.Queste preoccupazioni le esprimevano anche rappresentanti della sinistraeuropea.

Insomma, per i rappresentanti della sinistra europea, un partito disinistra può governare solo se non fa politiche di sinistra. Oh, èstrano, eh!

Ovviamente la prova del nove si avrà alle elezioni. Adesso mi sfuggequando si terranno le prossime nel Regno Unito. Ma intanto dueesponenti di movimenti ispirati agli indignados spagnoli, due donne,hanno conquistato la carica di sindaco a Madrid e Barcellona.Quindi, primo dato: rappresentanti di un movimento disinistra-ma-proprio-tanto-sinistra hanno vinto elezioniimportanti in città importanti. Secondo dato: né Madrid né Barcellonasono ancora andate a fuoco.

Vedremo come andrà. Intanto, Daje Jeremy, Ada e Manuela.

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Ora vado a letto, spero che tu stia dormendo o ti stia divertendo!

Andrea Nicosia

Andrea Nicosia

Uso e insegno a usare storie, strumenti narrativi e design fiction per campagne di marketing e influenza, progettazione di prodotti e servizi.