Dal tunnel delle stilografiche alle lezioni di digital marketing

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Date mer 07 ottobre 2015Tagsapofenia /marketing /stilografiche

Non ho bisogno di un nuovo hobby, non mi sto lasciando ossessionare dapenne stilografiche, inchiostri, carte e notebook. Il fatto che abbiainiziato a seguire un sacco di appassionati di stilografiche suInstagram è una puracoincidenza. La prova? Ho resistito all’impulso di scrivere questalettera a mano e spedirti delle foto delle pagine di Moleskine.Resisterò anche la prossima settimana? Chi può dirlo!

Buonasera da Roma.

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Questa è stata una settimana piuttosto piena di lavoro. E il tempodedicato al lavoro l’ho impiegato a tamponare un po’ di imprevisti,quindi sono indietro con i progetti interessanti e non ho molto daraccontarti.

Sempre perché non sto scivolando nell’ossessione per le penne, estimolato da una conversazione con un amico che ora si trova inGiappone, ho fatto un po’ di conti a mente sulla fattibilità dell’ideadel banchetto di stilografiche al Mercatino Giapponese con cui ho chiusol’ultima lettera.

Non penso possa funzionare. Seguimi.

Prima di tutto l’idea ha senso. Non è detto che possa avere successo alcento per cento, ma ha senso. Penne, inchiostri, carte e blocchi noteprodotti in Giappone sono tra i migliori i circolazione. Esistonodifferenti marche e modelli e anche quelli più economici hanno un’ottimaqualità. Sono prodotti che avrebbe senso proporre al Mercatino.

Vediamo i costi.

Un banco costa diciamo cinquanta – sessanta euro. Oltre a prendere ilbanco, pensavo poteva essere una buona idea arruolare un disegnatore chefacesse schizzi e disegnini da regalare per mostrare cosa si può farecon una stilografica. Diciamo che il disegnatore potrebbe esserecompensato con un centinaio di euro. E magari oltre a regalare i disegnifatti lì per lì, potrebbe pure vendersi delle illustrazioni e disegnisuoi. Siamo a centosessanta euro, senza tenere conto del tempo daimpiegare per l’organizzazione, ma quello lo archivio sotto hobby,quindi non lo conto. E fin qui tutto bene.

I problemi arrivano ora: se volessi vendere del materiale, prima dovreicomprarlo. Come ti ho scritto l’altra volta, le penne che avrebbe sensoprovare a vendere sono due. La Pilot Kakuno e la PlatinumPreppy.

La prima Kakuno è la penna kawaii per definizione: corpo bianco o nero,tappo in colori brillanti, il tutto in plastica solida. Penninod’acciaio con uno smile disegnato sopra. E’ pensata per i bambini cheimparano a scrivere e lo smile sul pennino serve per capire comeimpugnare la penna nel modo migliore per scrivere: se vedi la faccinasorridente la stai tenendo in modo corretto.

La Preppy è un’altra penna adatta a principianti. Anche questa è modernae divertente, con decorazioni colorate sul corpo e pennino anch’essocolorato. Non è una penna per tutti: scrive molto bene, ma ha un trattoextra sottile che può non piacere a chi ha un’idea delle stilografichecome penne dal tratto corposo.

Sono entrambe molto economiche: suAmazon la Kakuno costa unadecina di euro se comprata direttamente da qualche venditore Giapponesee c’è almeno un negozioitalianoche la vende anche online per un po’ più di 16 euro. La Preppy costa 4euro e si trova facilmente in negozi fisici e onlineitaliani.

Se volessi comprare le penne da un venditore e rivenderle, dovrei comeminimo metterci un markup del 50%, meglio del 100%. Quindi le Kakunocomprate dal Giappone, con spese di spedizione basse e tempi di consegnaelevati, le dovrei vendere a 15 – 16 euro, in linea con i prezziitaliani. Oppure, se comprate in Italia, a 20 – 25 euro. E’ tanto, ma ènella fascia di prezzo di una penna introduttiva media. E forse, dato ilcontesto fieristico e il valore aggiunto della scoperta, sarebbe unprezzo accettabile.

Per le Preppy parleremmo di una cifra tra i 6 e gli 8 euro. Che è poco,ma se pensi che queste penne le trovi anche nella cartoleria sotto casao quasi, il costo extra è  meno giustificato. Vale sempre il discorsodella scoperta, ma che figura ci farei a vendere qualcosa che è facilereperire alla metà del prezzo? Tieni conto che il mio scopo sarebbediffondere il piacere di usare le stilografiche, quindi vorrei che lepersone conoscessero marche, modelli, negozi e quindi prezzi. Sarei ioil primo a dire quanto costa una Preppy.

Se le penne sono economiche, per inchiostri e carta non c’è speranza: èmateriale di qualità, con costi conseguenti. Un notebook come il superpersonalizzabile Midori Traverler’sNotebook(inutile dire quanto lo brami) o l’HobonichiTecho costaminimo 35 euro. I blocchi di fogli di riserva costano molto meno, tra i5 e gli 8, ma sono comunque costi elevati. Mettici pure un markup eavrai un sacco di merce invenduta.

Per le penne potrei mettere a budget un paio di centinaia di euro e neprenderei un buon numero. Ma con una cifra simile per inchiostri e cartanon comprerei molto materiale. Certo, potrei concentrarmi sulle penne eportare solo qualche esemplare di inchiostri e blocchi, giusto per farvedere che esistono, ma non per venderli, dato che con il markupnecessario i notebook non li venderei proprio. Perché, sì, saranno merciappropriate per il Mercatino Giapponese, ma dubito che le persone sianopsicologicamente disposte a comprarle se hanno prezzi troppo alti. Nonperché non siano disposte a spendere, ce ne sono di oggetti costosi, maun conto è spendere tanto per un oggetto che cerchi e che sai avere uncerto costo, un altro è trovarsi davanti qualcosa di sorprendente einteressante, ma per cui non sei pronto a spendere cifre che vanno oltrequello che è giustificato per un acquisto di impulso in quello specificocontesto. Per intenderci, in un contesto tipo il Mercatino Monti iprezzi sarebbero invece adeguati.

Quindi siamo a 160 tra banco e disegnatore, 360 con le penne, 460mettendoci anche qualche blocco e boccetta di inchiostro. Cinquecentoeuro per un esperimento, anzi uno sfizio, mi paiono un po’ troppi.

Ovviamente non sto considerando l’idea di comprare il materiale da undistributore: è vero che il singolo pezzo costerebbe meno rispettoall’acquisto in negozio, ma ci sono sicuramente dei quantitativi minimi,quindi la mia spesa complessiva sarebbe maggiore. E avrei sul gropponeuna quantità maggiore di merce da smerciare. E non ho il tempo – anchese lo ammetto, mi divertirebbe – per buttarmi sull’ecommerce delle pennestilografiche.

Oh beh. Almeno ho fatto un esercizio di marketing: studio del settore,analisi del prodotto, valutazioni sulla concorrenza, ipotesi diapproccio al mercato, costi, punti di forza, debolezze, rischi, ipotesidi contatto con il cliente. Ora, se il mio telefono smettesse disquillare tra un’email appanicata e l’altra potrei anche mettere iltutto in powerpoint e finire di preparare le lezioni per DigitalMatter e periLab.

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Non è vero che la settimana è stata fagocitata tutta dal lavoro. Sonoricominciati i corsi di scherma storica e quest’anno insegno in duecorsi base, uno a San Giovanni durante la settimana e uno il sabatovicino all’hotel Ergife. Se ti interessa o conosci qualcuno a cui puòinteressare la scherma rinascimentaleitaliana, sono il tuo uomo:mettilo in contato con me.

Andrea Nicosia

Andrea Nicosia

Uso e insegno a usare storie, strumenti narrativi e design fiction per campagne di marketing e influenza, progettazione di prodotti e servizi.