Insegnanti e studenti, facciamo gruppo!

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Date mar 20 ottobre 2015Tagsapofenia /insegnamento /videogiochi /istruzione

La nuvola di Fantozzi è certamente appropriata. Splende il sole, ma mipiove in testa. Sono periodi che capitano e poi passano.

In questi giorni sto pensando a insegnamento e videogiochi. Manon in termini di gamification e neppure in termini di uso dei(video)giochi come strumenti di insegnamento, anche se questo è un temaimportante e affascinante e legato al mio videogioco preferito,NeverwinterNights,e ad alcune esperienze di utilizzo dei giochi di ruolo per scopieducativi nelle scuole a cui ho partecipato anni e anni fa.

No sto pensando che un po' mi manca giocare con i videogiochi. Ma èdifficile giocare, perché dovrei sottrarre tempo a mia moglie e tralavoro e scherma già impegno molto tempo. Non mi sentirei bene adedicarne altro solo a me. Inoltre probabilmente sento più la nostalgiaper l'idea dei videogiochi che per l'attività vera e propria. Tant'è chequando avrei il tempo e l'occasione per giocare preferisco farealtro. Come scriverti!

Una cosa che mi piaceva molto del giocare online era la comunità digiocatori che si sviluppava attorno e all'interno del gioco. Ho beiricordi di amicizie nate in un qualche mondo virtuale e lunghepiacevoli chiacchierate che si prolungavano fino alle prime ore delmattino, come nelle migliori uscite tra amici. Il che dovrebbe farciriflettere sul valore del termine "virtuale" che ho usato sopra.

Una volta in un gioco ho incrociato una famiglia: padre, madre, figlioadolescente, la sorella di lei e il suo ragazzo. Parlammo del più e delmeno e finimmo con il parlare di lavoro. Io appartengo alla categoria diquelli che le mamme non capiscono che lavoro fanno. Ma la madre, avendoun figlio prossimo alla scelta dell'università, ci teneva a capire. Allafine capì e mi chiese come avevo fatto a costruirmi quella professione.Le risposi la prima cosa che mi venne in mente, perché era la rispostavera e corretta, anche se io non ci avevo mai pensato coscientementefino a quel momento: "Ho studiato." Non c'è un corso di laurea in "ilmestiere di Andrea", ma ci sono tanti pezzi, dall'università allasceneggiatura di fumetti ai romanzi ai libri scritti da studiosi eimprenditori agli incontri programmati o fortuiti che ho messo insiemeper arrivare dove ero allora e che continuo a mettere insieme per farecose sempre più difficili da spiegare alle mamme. Ho studiato per fareciò che faccio.

Quindi fin qui ho parlato di studio e di comunità. La comunità èimportante per un motivo banale: per me quello che si fa ingruppo, che sia studio o divertimento, è meglio di ciò che si fa dasoli. Anche se daresti fuoco ai colleghi o ai compagni di classe o aquello che sta nel gruppo solo per il bottino del boss di fine livello.Anche il conflitto è formativo.

Passiamo all’insegnamento. Come renderlo più efficace? Comerendere più facile apprendere? Come coinvolgere di più gli studenti?Quest’ultimo è un punto importante. Chiunque insegni sogna lo scenarioTedMosby,in cui gli studenti sono attivi, partecipi, coinvolti, intelligentissimie a fine lezione tutti i partecipanti sono più felici e più colti ehanno una visione più approfondita della materia. Anche senzaraggiungere lo scenario da sogno, è vero anche per l’insegnamento che ingruppo, un gruppo unico composto da studenti e insegnanti, funzionatutto meglio.

Mentre preparo il corso per Digital Matter, lezioni via internet coninsegnante live, vedo cosa fanno altre scuole online. La grandedivisione è: corsi con insegnante, corsi con materiali da scaricare e/ovideo, corsi misti. Nei misti c’è in genere un peso maggiore delmateriale da scaricare rispetto alla presenza di un insegnante live, cheappare giusto in qualche lezione per dare un orientamento.

Non credo che in assoluto ci sia uno scenario migliore.

L’insegnante live, quindi la possibilità di creare interazione trastudenti e insegnanti, la possibilità di rispondere a domande, fareesempi estemporanei, fare gruppo durante la lezione ha un grande valore.Prossimo, molto prossimo se ci sono gli strumenti di supporto giusti, alvalore del fare gruppo in classe. Lo so perché è la stessa dinamica delgruppo in un gioco online.

Ovviamente ci sono degli svantaggi. Il primo è il limite temporale: lalezione online permette di seguire un corso da ovunque nel mondo, mabisogna essere collegati, con una linea stabile e veloce, in un ambientepossibilmente tranquillo, esattamente da quell’ora a quell’ora. Come unalezione vera, insomma. Le lezioni senza insegnante dal vivo offrono unmaggior controllo del proprio tempo.

Il secondo è il problema della lingua: se non c’è padronanza si puòperdere qualche passaggio importante, si può rinunciare a fare unadomanda o addirittura rinunciare a seguire il corso. Un corso senzainterazioni dal vivo è fruibile anche in una lingua di cui non si hapadronanza, potendo procedere con il proprio ritmo e potendo consultareil dizionario a ogni dubbio.

Domanda uno: la possibilità di fare gruppo e interagire ha un valoremaggiore rispetto ai limiti di tempo e lingua? Vale la pena fare losforzo?

Domanda due: è possibile fare gruppo anche nei casi di corsi non live?In teoria sì: potrebbero bastare un forum, un canale chat dedicatomagari su IRC o Slack. Qualsiasi strumento che favorisca l’interazione.Se penso ai gruppi online a cui ho partecipato, ricordo dinamiche digruppo positive anche quando non c’era un interazione dal vivo tra ipartecipanti. La mente vola ai tempi remoti, il 1998 - 1999, delnewsgroup IT.FAN.STARWARS. Interazioni asincrone che crearono un gruppoforte. Certo, dal rapporto asincrono nacque il desiderio forte delrapporto sincrono, via chat e poi con incontri dal vivo. Divago.Insomma, può un corso online senza componente live o con componente liveridotta portare a dinamiche di gruppo positive?

Domanda tre: ma posso essere così sicuro che un corso live portiautomaticamente a dinamiche di gruppo?

Per me la risposta è “forse sì” in tutti i casi. Dipende tutto daglistrumenti disponibili, dalle dinamiche che si instaurano tra studenti einsegnanti, se questo stare in gruppo porta benefici e questi beneficisono chiari e comunicati e percepiti.

Nello scenario dal vivo un fattore importante per la creazione delgruppo è proprio quello che manca dagli altri scenari: l’insegnante. Chepassando dalle astrazioni alla realtà vuol dire “io”, dato che storiflettendo sui corsi miei. E vuol dire che non devo pensare tanto intermini di lezioni, ma di metodo di insegnamento.

Quando in queste lettere scrivo “tu” è perché mi rivolgo proprio a te.Ma in realtà tu sei un insieme di voi. E molti di voi sono maestrinicome me, con esperienze di insegnamento. Che mi dite? Che mi raccontate?Che esempi, consigli, suggerimenti, esperienze fatte sulla vostra pellemi volete raccontare per aiutarmi a fare gruppo online conl’insegnamento al posto del mostro di fine livello o della gildaavversaria da battere?

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Qui è dove vorrei dirti che sono andato al cinema e ho finalmente vistoNausicaa della Valle delVentonella gloria del grande schermo, come merita. Ma come ho scrittoall'inizio, è un periodaccio.

Rosico.

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Andrea Nicosia

Andrea Nicosia

Uso e insegno a usare storie, strumenti narrativi e design fiction per campagne di marketing e influenza, progettazione di prodotti e servizi.