L'app per trovare parcheggio e la mancanza di empatia

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Date mar 16 giugno 2015Tagsapofenia /internet of things

Buongiorno da Roma, una città che lotta contro fango e corruzione dal753 a.C., ma è ancora in piedi. Vorrà dire qualcosa, no?

++Apofenia: pensieri sconnessicon periodicità casuale di AndreaNicosia++

La città è in piedi, ma i romani iniziano a dare segni di cedimento. Ledifficoltà sono tante, si sente tensione nell'aria. Il nervosismo èforte, la reazione stizzita è sempre dietro l'angolo. I clacson chesuonano fuori dalla finestra mi ricordano, come se ne avessi bisogno,che tra i problemi e cause di nervosismo e litigi c'è il traffico.

Evidentemente è ben presente nelle menti di molti, dato che negli ultimicorsi che ho tenuto, che il tema fosse la tecnologia o le startup,qualcuno se ne usciva con l'idea dell'app per trovare parcheggio. Che èuna bella idea. Non perché funzioni, non funziona. Ma perché permette diragionare sulle conseguenzeinattese.

Come funziona trovare parcheggio? Fondamentalmente ci sono due fattoriin gioco.Il primo è la fortuna e non ha bisogno di spiegazioni.Il secondo è la conoscenza della città: sapere che dopo una certa oraun'area con auto parcheggiate anche sui pali di divieto di sosta sisvuota perché è zona di uffici, conoscere una stradina secondaria in cuinon passa mai nessuno, avere idea di quanto prima bisogna muoversi perarrivare alla nostra destinazione, trovare un posto per l'auto earrivare puntuali all'appuntamento.

Come funziona l'app per trovare parcheggio? In un modo o nell'altro - cisono tanti modi, le soluzioni non mancano - sa in tempo reale dove sitrovano i posti auto liberi e ce lo comunica. Anche qui vi sonodifferenti modi per ricevere la notifica: sullo smartphone, su unapparecchio apposito tipo Telepass.

Sembrerebbe una soluzione magnifica: non ci sarebbe più bisogno diconoscenza della città e la fortuna verrebbe sostituita daun'informazione puntuale. Niente più auto che contribuiscono altraffico, all'inquinamento e al rischio incidenti girando alla ricercadi un parcheggio. Niente più nervosismo perché non si trova parcheggiomentre l'orario dell'appuntamento si avvicina inesorabile. Niente piùlitigi con un altro automobilista che ha adocchiato il nostro posto ofrustrazione per quello che gira proprio dove volevamo girare noi eproprio mentre un'auto sta lasciando un parcheggio.

Bello, ma non funziona. Ed ecco perché.All'inizio solo una parte degli automobilisti fruisce del servizio. Lafortuna non viene annullata perché l'informazione è incompleta. Aseconda che il servizio sia gestito ed erogato da un privato o daun'Istituzione ci sarà uno sviluppo o un altro, che ora non mi metto adanalizzare.A un certo punto o per praticità o per imposizione legislativa o perincentivi, tutti gli automobilisti fruiranno del servizio, che dàun'informazione completa. Quindi tutti gli automobilisti interessati atrovare parcheggio in una certa zona verranno informati della posizionedei posti liberi. E ci si dirigeranno tipo squali verso la preda. Masolo uno potrà parcheggiare. Chi? L'automobilista più vicino al posto almomento in cui viene notificato a tutti che è libero, oppure quello chesi trova sulla strada migliore: niente sensi unici, semafori verdi. Inuna parola, il più fortunato.

Quindi non cambierebbe nulla? No, anzi: ci sarebbe una differenzafondamentale. Non sarebbe più necessario girare in attesa del colpo difortuna. Anzi, sarebbe controproducente, perché girando potremmotrovarci dalla parte sbagliata di un senso unico o di una serie disemafori. Sarebbe meglio sostare da qualche parte, in curva, in doppiafila, in mezzo a una piazza, all'ingresso di una rotonda, sulla rampa diun cavalcavia, davanti a un cancello, insomma in divieto di sosta, easpettare la notifica. E sperare di essere il più vicino e il piùveloce. Ma sostare in divieto di sosta non si può. Quindi, dove fermarsiper aspettare senza rischiare una multa o il linciaggio da parte diautomobilisti bloccati dalla nostra auto? In luoghi che per esperienzasappiamo essere tranquilli. E quindi torna la conoscenza della città.Siamo tornati ai fattori di partenza, la differenza è che abbiamosostituito un ingorgo con un immenso parcheggio in sosta vietataintervallato da rapide gare. Una conseguenza inattesa.

Cosa funzionerebbe meglio? Forse un sistema che non dice esattamentedove si trovano i parcheggi liberi, ma quanti ce ne sono in una datazona, per evitare che il traffico si diriga verso zone in cuisicuramente non ci sono posti. Il sistema raccoglierebbe dati precisi,ma restituirebbe informazioni volutamente vaghe. Dato certo,informazione vaga. E' qualcosa su cui riflettere. Barcellona ha provatoun sistema simile. E il fatto che poi non l'abbia adottato è un altroelemento su cui riflettere.

Il vero problema di queste app per trovare parcheggio è che le personeche le hanno proposte nei vari corsi che ho tenuto le hanno presentatecome "un sistema per aiutare gli automobilisti a trovare parcheggio", maquello che volevano veramente è "un sistema che aiuta me a trovareparcheggio." Una visione, magari inconsapevolmente, un po' egoista.

E questo ci porta al punto di partenza di questa prima email. Badaresolo al proprio punto di vista, non avere empatia per gli altri. Non èquesta la causa, ma forse è una delle cause, dei problemi di Roma, mamagari meno punti di vista personali e assoluti e più empatia cipotrebbero aiutare a reggere meglio questo periodo.

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Per questa settimana è tutto.

Trattati bene e prenditi cura di chi hai intorno. Se hai bisogno direspirare prenditi cinque minuti e guarda male chi ti dice che seicinque minuti in ritardo.

ANRoma2015

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Andrea Nicosia

Andrea Nicosia

Uso e insegno a usare storie, strumenti narrativi e design fiction per campagne di marketing e influenza, progettazione di prodotti e servizi.