Passeggiando per il Colophon

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Date mar 03 dicembre 2013Tagsfantascienza

cover_1Miè stato chiesto di collaborare a IlColophon, rivista di letteratura per ilXXI secolo. Il primo numero è appena uscito.

E' un magazine tutto digitale disponibile su AppStoree GooglePlay.

Sul sito del Colophon trovate il sommario di questo primo numero. Quiinvece il mio articolo: Passeggiando per il Fantastico.

Camminando verso est lungo Festival Street, dopo la parte di vialediviso in due carreggiate da una fila di alberi rigogliosi, c'è larotonda formata dall'incrocio tra la strada che stiamo percorrendo eCarter Street. Non proseguiamo dritti, ma leggermente a sinistra perPlaza West: eccoci in Plaza of Dark Delights. Ogni visitatore diLankhmar dovrebbe mettere in cima alla lista di luoghi da vederequesta piazza ombreggiata, con il suo mercato di merci esotichecomprate e vendute sottovoce. Se non è cauto, potrebbe essere anchel'ultimo dei luoghi che vedrà.

In quante altre città ci siamo avventurati, da Minas Tirith allosprawl di Neuromante. Le città sono appassionanti. Luoghi familiaricon segreti dietro ogni angolo. Strutture artificiali, ma parteintegrante del paesaggio da sempre, o almeno da quando abbiamomemoria. Passato, presente e futuro, reale e immaginato si mescolano econvivono. Piazza Navona come Piazza delle Delizie Tenebrose.

Il confine è sempre più labile e nelle città vedo il fenomeno in tuttala sua chiarezza.

Trovo buffo, per esempio, che la distopia di Minority Report sia unodei modelli positivi citati nella letteratura usata dalle grandicorporazioni per vendere l'idea delle smart cities. Mentrenell'agopuntura urbana dell'architetto finlandese Marco Casagrande,uno strumento neutro, sento echi dell'arte oscura dellamegalopolimanzia di Nostra Signora delle Tenebre: in entrambi i casiinterventi mirati in nodi chiave della città per ottenere un effettosu una scala maggiore.

Per rifarsi una verginità dopo Prism, in Google hanno deciso dicifrare le ricerche svolte dagli utenti. L'idea è dichiaratamentepresa da X di Cory Doctorow. E allora penso a Occupy Wall Street e michiedo se è un evento reale o un'invenzione di Doctorow. O quanto cisia di reale nella fantascienza di Doctorow e quanto questa abbiainfluenzato lo spirito e la tecnologia di OWS. La risposta è "tanto",ma è difficile dire quanto perché realtà e fantasia sono sempre piùintrecciati.

Gli scrittori di fantascienza non predicono il futuro. Ma quelli comeWilliam Gibson sono bravi a descrivere la realtà con le loro metaforee a intuirne gli sviluppi. Ci vuole talento, ma il primo passo èfacile: cambiare prospettiva.

E voi? Vi capita mai di alzare gli occhi dal quotidiano e accorgerviche viviamo in un presente fantascientifico?

Il futuro arriva all'improvviso, perché cammina accanto a noi per lestrade delle città.

Se volete leggere gli articoli degli altri autori, accattatevi larivista.

Andrea Nicosia

Andrea Nicosia

Uso e insegno a usare storie, strumenti narrativi e design fiction per campagne di marketing e influenza, progettazione di prodotti e servizi.