Settimana 251

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Date mer 27 luglio 2011

Perché partire da settimana 251 e non da, per esempio, 1?

Ma poi, di che settimane stiamo parlando?

Ho deciso di scrivere ogni settimana un post di riepilogo su cosa stofacendo, cosa sto pensando, cosa scopro. Tutte cose più o meno collegateal mio lavoro. Il bello del mio lavoro è che anche fumetti, cinema,videogiochi, libri possono far parte del patrimonio di conoscenze cheposso sfruttare per progettare qualcosa che serva a un cliente.

Questi post serviranno a me per tenere traccia dei miei progetti evedere come si evolvono.

E poi, condividerò i link che trovo ingiro per la rete o che mi segnalano degli amici. Sarà una collezionevaria e disarticolata, cibo per la fantasia, almeno spero.

Che succede nella settimana 251?

Ho chiuso - la settimana scorsa, in realtà - tutti i progetti chedovevano essere chiusi. Rimangono in piedi quelli a lungo termine:clienti che hanno bisogno di assistenza continua e, soprattutto, i mieiprogetti per far crescere l’attività. Non tanto per volume d’affari, chenon è mai male, ma per poter iniziare a fare cose che da solo non riescoa fare, per mancanza di capacità, tempo, conoscenze eccetera. Secondo mefinché si sta da soli si può sognare in grande, ma realizzarerelativamente poco.

Io credo molto che il futuro vedrà una commistione sempre più stretta direale e digitale. Mi servono compagni di strada che mi aiutino a renderereali le cose. Quali cose? Quelle le vedremo poi.

Webside è la novità dell’anno esicuramente porterà ottimi risultati in questo senso. Già si è vistomolto, ma ormai le vere evoluzioni si vedranno a settembre. Meglio, cosìad agosto c’è tempo per pianificare e pensare.

Cosa mi interessa ora?

Seguo da vicino i lavori di Berg eUrbanscale. Quello che stanno realizzandosoddisfa e alimenta la mia voglia di creazione di oggetti reali,esistenti nel mondo fisico, connessi con internet. La fusione, appuntodi reale e digitale.E poi, l’uso della città, anzi l’interfacciamento con la città. Uno deitemi caldi del prossimo futuro, secondo me: a casa nostra, ma ormaisempre più anche in movimento, ci stiamo abituando a uno stile di vitadigitale che le nostre città per ora non supportano. Questo comporta,come minimo, una serie di piccole scomodità e un relazionarsi diversocol mondo a seconda che ci sia o meno un dispositivo connesso di mezzo:perché prenotare un volo fino all’estremo opposto del pianeta è facile,ma sapere quando passerà il prossimo autobus con precisione richiede unatto di fede? Perché posso seguire in tempo reale il viaggio di untreno, ma non riesco ad avere un’informazione precisa sul tempo che cheimpiegherò per guidare da qui a lì, data la situazione del traffico edei lavori in corso attuali?

Quali sono le interfacce migliori per comunicare con la città e avereinformazioni significative mentre sono in movimento? Qui si aprono anchescenari di realtà aumentata e si innesta la mia piccola riflessione:avere degli auricolari nelle orecchie è più comodo, più naturale e ci faapparire meno stupidi che tenere un cellulare dritto davanti ai nostriocchi, come se stessimo disperatamente cercando segnale.

Due link sulle città e la loro evoluzione, quindi:- Geoffrey B. West, “Why Cities Keep on Growing, Corporations AlwaysDie, and Life GetsFaster”- The One-Way-Mirror Society: Privacy Implications of the new DigitalSignage Networks (PDF). Un testo che illustral’evoluzione dei cartelloni pubblicitari intelligenti e connessi, ingrado di monitorare, riconoscere e schedare (età, sesso, umore,etnia...) le persone che gli passano davanti.

E un link sulla fusione tra realtà e digitale:

Perché settimana 251? Perché tante ne sono passate dal 3 novembre 2006,giorno di apertura della partita iva e inizio dell’avventura comefreelance.

Andrea Nicosia

Andrea Nicosia

Uso e insegno a usare storie, strumenti narrativi e design fiction per campagne di marketing e influenza, progettazione di prodotti e servizi.