Settimana 264: tecnologie perse nel traffico

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Date mar 01 novembre 2011

Altro post in ritardo. Tema simile a quello della scorsa settimana, datoche anche la settimana scorsa il traffico di Roma è andato nel delirio.La causa è stata l'apertura di un negozio dielettronica,che per il lancio ha offerto parecchi articoli a prezzi scontati. Romanord est in tilt. Stessa domanda della settimana scorsa: cosa può fareun movimento dal basso per contrastare un evento simile? In realtà quila risposta è più facile. Nessuno - sul serio, nessuno - può dirsisorpreso da ciò che è accaduto, perché la stessa scena si è ripetuta aogni apertura di nuovo grande negozio o centro commerciale. Non potendoevitare l'assalto di clienti e auto e traffico, quello che si potevafare era predisporre un piano di informazioni. Magari usando Twitter,magari supportato da azioni di comunicazione di guerriglia nel mondoreale. Facile parlare a cose fatte, ma ripeto: l'evento era prevedibilee le soluzioni potevano essere studiate e predisposte per tempo.

Cambiamo argomento. Come sapete ho un grande interesse per i QR Codes ela realtà aumentata. Secondo me sono tecnologie con un grandepotenziale, soprattutto se utilizzate in maniera diversa da quella, unpo' banale, che si è vista fino a ora.

C'è chi la pensa diversamente e non senza buone ragioni. Per AdamGreenfield queste tecnologie non vanno prese in considerazione.

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Le ragioni sono numeriche: a fruirne potenzialmente sono solo lerelativamente poche persone dotate di uno smartphone con connessione ainternet. Il numero di persone che sa di che si tratta e quindi siprocura le necessarie applicazioni è inferiore. Il numero di persone chepoi effettivamente utilizza queste tecnologie è ancora inferiore. Lanicchia di una nicchia di una nicchia. Ed è necessaria una competenzatecnologica.

Inoltre, hanno troppo il feeling di un trucco di marketing, anzichéquello di una tecnologia utile:

[blackbirdpieurl="https://twitter.com/#!/agpublic/status/128162459000377344"]

Per Greenfield le tecnologie abilitanti dovrebbero essere abilitanti perdavvero: trasparenti e alla portata di tutti, sia dal punto di vistaeconomico, sia dal punto di vista delle competenze necessarie perutilizzarle.

Onestamente è difficile dargli torto.

Non mi va di fare l'esempio della casalinga di Voghera o porre ladomanda retorica "vorresti una vasca da bagno che necessita di librettodi istruzioni di 60 pagine" per liquidare l'argomento dando ragione adAdam. Però non mi sento di escludere per questo QR Codes e realtàaumentata. Bisogna riconoscere che ancora non si è visto un utilizzo diqueste tecnologie che sia realmente utile, ben studiato, adatto agliscopi che si pongono.

Penso all'inutilità di un QR Code stampato su un cartellonepubblicitario affisso lungo una tangenziale. Penso allo spreco che è larealtà aumentata utilizzata solo come trucchetto pubblicitario.

Secondo me Greenfield lancia una sfida che va raccolta. Il discorso èancoraaperto.

Non ho ancora finito di pensare a QR Codes e realtà aumentata. Se voletecondividere le vostre opinioni, fatevi sentire nei commenti.

Andrea Nicosia

Andrea Nicosia

Uso e insegno a usare storie, strumenti narrativi e design fiction per campagne di marketing e influenza, progettazione di prodotti e servizi.