Settimana 266: sfruttare le debolezze a proprio vantaggio

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Date lun 14 novembre 2011Tagsdigital storytelling /transmedia storytelling

Dopo una serie di articoli critici sui QR Codes i supporter dellatecnologia si sono fatti animo e hanno iniziato a rispondere. Tra i postche mi hanno colpito ne è saltato fuori uno che rilancia un vecchioarticolo sull'uso dei QR Codes in ambitoturistico(ma io ritengo ancora valide le mieobiezioni)e un altro che affronta il tema del loroaspetto.

Anche negli articoli a favore della tecnologia nessuno nega che lamaggior parte delle applicazioni che vediamo ora sono deludenti e che ilnumero di utenti in grado di fruirne è tutto sommato limitato.

Questo secondo punto, però, può essere girato a favore di un certo tipodi uso dei QR Codes: una porta d'ingresso a un altro mondo riservata apochi iniziati. Sto ovviamente pensando in termini di transmediastorytelling.

Uno dei topoi intramontabili della letteratura fantastica è l'ingressoin un mondo segreto, oggi declinato in termini di mondo segretonascosto dietro le pieghe del mondo di tutti i giorni. Pensate a HarryPotter e i maghi che si nascondono dai Babbani. Pensate a Twilight coisuoi clan di vampiri e lupi mannari che vivono nascosti dagli umani. Sesiete appassionati di letteratura fantastica, mi basta dirvi pensateall'urban fantasy.

Ecco che con un po' di creatività (creatività comequesta, creatività comeqrhacker), posso usare i QR Codes perraccontare una storia. Posso disseminarli per la città, legando ailuoghi fisici un elemento digitale, invisibile, segreto e accessibilesolo agli iniziati, in grado di riconoscere e decodificare il codice.

In effetti non c'è bisogno di un QR Code dal punto di vista tecnico:usando un location based service come Foursquare posso accedere allaparte nascosta di storia con la mia semplice presenza nel luogo. Conla realtà aumentata posso vedere la parte nascosta. Ma dal punto divista narrativo non c'è bisogno che vi spieghi il fascino el'importanza di un simbolo, di un sigillo.

Fare un passo avanti è facile: ho accennato a Harry Potter, con le varieCase di maghi, ho accennato a Twilight coi clan di vampiri. Ci vuolepoco a trasformare la narrazione multimediale in un gioco a squadre, incui diversi gruppi seguono la storia con interessi e scopi diversi,decodificando e magari creando nuovi codici, cercando i codici degliavversari, in competizione per scoprire un codice prima degli altri. Questo è un meccanismo per la creazione di storie: c'è la "trama" delgioco che si snoda tra mondo reale e digitale. Ci sono altre storie chenascono durante il gioco e si innestano sulla trama: le storia di come ivari concorrenti affrontano il gioco, la storia delle dinamiche tra igruppi e nei gruppi. Anche queste storie si sviluppano su vari canali:post sui forum del gioco, foto scattate durante le partite, video, tweete post su Facebook. Alcuni stimolati dall'organizzazione del gioco,altri prodotti dalla voglia di socialità e condivisione di ciò che sista facendo dei concorrenti. La narrazione diventa transmediale.

In questo modo la "debolezza" dei QR Code diventa un elemento di forzadi un processo di storytelling.

Andrea Nicosia

Andrea Nicosia

Uso e insegno a usare storie, strumenti narrativi e design fiction per campagne di marketing e influenza, progettazione di prodotti e servizi.