Settimana 267: l'ABC del transmedia storytelling

by

Date mer 16 novembre 2011Tagsdigital storytelling /transmedia storytelling

Nell'ultimoarticoloho menzionato di sfuggita la narrazione transmediale, o transmediastorytelling.

Che è?

La narrazione transmediale è una forma di narrativa che utilizzadiversi mezzi di comunicazione per raccontare una storia. O meglio:differenti piattaforme per raccontare differenti storie, la cui somma cidà una cronaca degli eventi del mondo fittizio, piuttosto che lavicenda di un singolo personaggio o lo sviluppo di una singola trama.

Un semplice esempio di transmedia storytelling lo troviamo nella seriedi videogiochi di ruolo fantascientifici MassEffect (molto bella, giocatela).

Nei primi minuti del secondogioco della serie, l'astronave del protagonista, il ComandanteShepard, viene attaccata e distrutta da nemici misteriosi. Il nostroeroe riesce a far evacuare l'equipaggio, ma rimane indietro e muore trai rottami fumanti. Assistiamo poi a una sequenza animata che spiega comel'organizzazione segreta Cerberus sia riuscita a recuperare il cadaveree, nel corso di un anno, a clonare e riportare in vita Shepard. Nelcorso del gioco scopriremo alcuni dettagli su come questa Cerberus siariuscita a venire in possesso del corpo.

Mass Effect 2 racconta una storia con un inizio, uno svolgimento e unafine (aperta, in vista del terzo gioco della serie) secondo i canonidella narrativa. Vediamo la storia dal punto di vista di Shepard, ilpersonaggio che interpretiamo in questo gioco di ruolo. Nel corso delgioco incontriamo vari personaggi, visitiamo vari luoghi e abbiamo mododi esplorare il vasto mondo che costituisce il setting di Mass Effect e,grazie a un'enciclopedia integrata nel gioco, otteniamo molteinformazioni sulla storia, tecnologia e abitanti di questo universonarrativo.

La serie di videogiochi Mass Effectè uno dei canali attraverso cui esploriamo il mondo di MassEffect.

Nei mesi precedenti l'uscita di Mass Effect 2 la casa editrice difumetti Dark Horse ha pubblicato unaminiserie in cui Liara T'Soni, uno dei comprimari di Shepard nel primogioco e personaggio secondario nel secondo, rintraccia il cadavere delcomandante e lo consegna a Cerberus. In pratica, narra la storia cheavviene tra la prima e la seconda parte del videogioco ed è un altrocanale di esplorazione del mondo.

Anche questa storia, Mass Effect:Redemption, ha un inizio, uno svolgimento e una fine. Èautosufficiente: non c'è bisogno di aver giocato il videogioco perconoscere le premesse e non c'è bisogno di giocarlo per conoscere laconclusione della vicenda. E, d'altra parte, non c'è bisogno di leggereil fumetto per seguire la storia nel videogioco: gli eventi rilevanti diRedemption vengono accennati nel corso di Mass Effect 2. Il punto divista che seguiamo è quello di Liara. Visitiamo alcuni dei luoghi cherivedremo nel videogioco e altri che, per ora, rimangono confinati nellepagine del fumetto.

Ovviamente l'offerta di storie su Mass Effect è più vasta: ci sonoanchedeiromanzi, altri fumetti, sono previsti un film dal vivo e una serieanimata. E ciascuno dei questi strumenti narrativi verrà usato, ciascunosecondo le sue potenzialità e caratteristiche, per raccontare diversestorie che si intrecciano nella grande storia di questo universonarrativo. Ciascuno sarà un diverso punto di accesso per entrare inMass Effect.

Questa è una narrazione transmediale.Ci sono varie storie che sono:

  • Ambientate nello stesso mondo, che contribuiscono ad arricchire e approfondire mostrandone diversi aspetti ed elementi
  • Raccontate attraverso media diversi: videogiochi, libri, fumetti
  • Autosufficienti: ciascuna storia si conclude nel proprio medium
  • Collegate: le storie si inseriscono in una una narrazione più ampia
  • Raccontate seguendo punti di vista differenti
  • Temporalmente slegate: anche se Mass Effect: Redemption è ambientato tra due capitoli di Mass Effect 2, posso leggere prima il fumetto e poi giocare il videogioco, o viceversa, senza rovinarmi l'esperienza. C'è un ordine cronologico all'interno del singolo media, ma posso saltare tra un media e l'altro senza problemi.
  • Che possono attirare lo stesso pubblico o due tipi di pubblico diversi: chi gioca, ma non legge e viceversa.
  • E molto importante: costituiscono punti di accesso separati all'unico mondo di Mass Effect.

Questo è l'ABC (DEFGH) del transmedia storytelling. Seguite l'esempio diMass Effect e siete a posto.

Naturalmente, dietro questa offerta complessa c'è una regia accorta cheevita sovrapposizioni e contraddizioni. Un coordinamento simile lotroviamo anche in Lost.

E non finisce qui perché accanto ai prodotti ufficiali targati MassEffect ci sono i parti della fantasia dei fan: fan fiction, fumettiamatoriali, machinima creaticol motore del gioco, filmati in stop motion con le action figures deipersonaggi. Tutti contributi che approfondiscono ed espandono ilsetting.

Nel caso di Mass Effect, questo materiale è ritenuto non ufficiale e nonviene preso in considerazione da chi scrive storie per i videogiochi,per i libri, per i fumetti. Ma ci sono narrazioni transmediali in cui,invece, il contributo dei fan è voluto e incoraggiato e gli elementimigliori vengono ufficializzati. Se il setting è seducente, ilcontributo dei fan è inevitabile. Bisogna aver chiaro da subito comeverrà considerato questo apporto esterno.

Bene. Ora andate e transmediate.

Andrea Nicosia

Andrea Nicosia

Uso e insegno a usare storie, strumenti narrativi e design fiction per campagne di marketing e influenza, progettazione di prodotti e servizi.