Settimane 287 - 288: niente SmartBox per me, grazie!

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Date mer 11 aprile 2012

Ho sempre provato diffidenza verso i pacchetti tipo SmartBox, Emozione 3eccetera. Una diffidenza istintiva che non mi ha mai fatto venire inmente di comprarne uno come regalo e mi ha sempre fatto sperare di nonriceverne uno in regalo. A un certo punto la buona stella si esaurisce.L'aspetto positivo è che ora ho dei motivi razionali per esserediffidente.

La premessa obbligatoria è che questa è una riflessione personale.Riesco a immaginare facilmente l'utilità di questi pacchetti regalo, siaper chi li compra che per chi li riceve in dono: risparmio di tempo efatica, la possibilità di vivere un'esperienza nuova e magari a cui nonsi avrebbe mai pensato.Inoltre questa riflessione non è dovuta a un'esperienza negativa: cihanno regalato due pacchetti, ciascuno con un pernotto in una struttura,li abbiamo usati per organizzare un week end lungo, siamo stati bene, manon abbiamo vissuto il tipo di vacanza che ci interessa.

Esaurite le premesse, ecco i miei problemi coi pacchetti regalo.

  1. Sono un impegno del mio tempo. Chi me ne regala uno mi costringe a impiegare alcune ore o giorni del mio tempo per un'attività che non ho deciso io, senza pensare ai miei impegni e programmi. Certo, nessuno mi obbliga a sfruttare il pacchetto. Ma come nota correttamente la mia fidanzata, buttare nel cestino un pacchetto costoso non è carino nei confronti di chi ha speso molti soldi per comprarlo. Quindi c'è una sorta di obbligo morale a usarlo.
  2. Chi regala il pacchetto si tira fuori dall'esperienza, nel bene o nel male. Anche se mi invitate a cena a casa vostra, o a mangiare fuori, o a una gita al lago impegnate il mio tempo. Ma vi mettete in gioco anche voi: se l'esperienza è piacevole siamo contenti insieme. Se è spiacevole rimaniamo tutti delusi, insieme. C'è anche una componente di responsabilità: se mi invitate in un ristorante sostenendo che è spaziale e poi non lo è, rimanete scottati anche voi. Se regalate un libro, si suppone che siate convinti che sia un buon libro e che possa piacere al destinatario. Il pacchetto regalo, invece, permette di sfuggire alla responsabilità: lo regalate e poi vi lavate le mani delle conseguenze. Chi lo riceve può solo sperare di trovarsi bene.
  3. Questo è il problema più personale e grosso di tutti: l'ipocrisia di fondo. Tutte le persone che conoscono, che si siano trovate bene o male con un pacchetto regalo, sono concordi nel dire che la prenotazione a volte è un processo complesso, che non conviene dire subito che si intende usufruire del pacchetto per evitare di sentirsi rispondere che non ci sono posti disponibili o altro, che spesso si viene trattati come clienti di serie b. Eppure queste stesse persone poi regalano a loro volta pacchetti regalo. Ma perché?

Come vedete non ho problemi od obiezioni verso i pacchetti regalo.Immagino il loro valore per un certo tipo di clienti, intesi comeacquirenti e destinatari del pacchetto. E penso che abbiano un buonvolume di affari, che dovrebbe essere stato rinforzato, anziché eroso,dai cugini deal, sconti, acquisti di gruppo eccetera.Solo, non fanno per me.E per voi?

Andrea Nicosia

Andrea Nicosia

Uso e insegno a usare storie, strumenti narrativi e design fiction per campagne di marketing e influenza, progettazione di prodotti e servizi.